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La 3° Roller Extreme col vento in... prua
(le 66 persone giunte all'arrivo potranno
concorrere al titolo di "Iron Roller" che si assegnerà
il 30 luglio a Pincavallo, con la somma del tempo della prova in salita)
Punti di vista:
sabato 3 giugno 2006. Una data che sarà
ricordata sicuramente per lo sport nel trentino A.A.
nel nord del lago di Garda si è svolta una regata (delle tante
che si fanno lì) di windsurf. Questi velisti che di vento se ne
intendono e li registrano tutti sugli annali, si son trovati una manna
dal cielo: un vento caldo che spirava da nord con una potenza da sfiorare
gli 80kmh. La gioia di tutti i partecipanti era enorme, ed il divertimento
fuori di testa. Secondo gli annali dei velisti erano 60 anni che non si
verificava una situazione meteo del genere. Che fortuna che capitasse
proprio quel giorno lì... una fortuna appena colta al volo, perché
già all'indomani questo vento anomalo è scemato tantissimo
dando posto ad una giornata pressoché mite.

appena 20km più a nord e per la precisione al centro commerciale
"Millennium Center" sede della partenza di un'altra grande manifestazione
internazionale la "Roller Extreme" gli animi sono un po' diversi.
Il vento è lo stesso dei windsurfers, ma le espressioni sui visi
degli sportivi a rotelle sono (a dispetto di quelle di gioia viste sul
lago), a dir poco preoccupate... che "s"fortuna che capitasse
proprio quel giorno lì...
Avanzare su rotelle con un vento contrario simile è una vera lotta
di sopravvivenza.
Molti infatti decidono pur essendo già iscritti, di non partire
nemmeno.
170 di loro invece, probabilmente galvanizzati dopo la visione di film
come "Rambo" oppure "Momenti di Gloria" in DVD la
sera prima, sprezzanti della fatica e delle difficoltà immani,
hanno "gettato il cuore oltre l'ostacolo" a come moderni "Enrico
Toti" lanciando metaforicamente "la stampella contro il nemico"
sono partiti: daltronde la marcia non si chiama forse "roller EXTREME"?

La Lora:
Sempre; da che esiste la valle dell'Adige (mesozoico o giù di lì),
un vento caldo di nome "Lora" soffia da mezzogiorno in poi dal
lago di Garda verso l'Alto Adige, come testimoniano certi documenti meteo
lasciati da alcuni dinosauri metereologi. Ebbene per la Roller Extreme
qualcuno potrebbe dire che la Lora non c'era, ma qui si sbaglia, perché
la Lora c'era eccome: Elena Lora, pettorale numero 155, graziosissima
ragazza bolognese del gruppo degli "inBoSkate"... Ecco se ci
fossero state tutte e due le Lore sarebbe stato ancora meglio...
Il giorno prima:
Quest'anno finalmente molti pernotti su Rovereto. La gente comincia a
capire che per una manifestazione unica nel suo genere come questa vale
la pena di investire in una notte d'albergo per poter partire belli riposati
senza un viaggio in auto sul groppone. Oltretutto la cosa ha reso il soggiorno
piacevole e cementificato le amicizie fra i partecipanti che hanno avuto
modo di conoscersi venerdì all'accredito dei concorrenti, il tutto
ovviamente fra l'ilarità generale.
La macchina organizzativa:
con un tempo del genere che ne ha combinate di tutti i colori, veramente
si poteva rischiare di collassare, sicuramente la pioggia sarebbe stata
meglio. Eppure (e questo mi riempie di orgoglio e soddisfazione) la macchina
organizzativa ha retto il colpo e gestito questo difficilissimo stato
di forza maggiore, con grande lucidità ed efficacia (naturalmente
rapportandoci alle condizioni generali).
qualche esempio:
1) Il vento agli 80kmh
ha rotto un cartello, spazzato via un altro paio (pur se erano ben fissati),
e girati un altro paio ancora... pochi danni se si pensa che i cartelli
posti lungo il percorso erano oltre 100!
Ma queste poche cose sono comunque state occasione di smarrimenti da parte
di taluni concorrenti magari isolati e quindi senza il supporto di "veterani"
delle scorse edizioni che conoscono la strada (a parte che poi ogni anno
il percorso cambia un po', perché ogni anno ci sono lavori in corso
per rinforzare gli argini e relative diverse deviazioni).
Ma la mappa con cui si è dotati i concorrenti ha aiutato molto
a rintracciare i dispersi ed ha funzionato correttamente come anche i
punti di riferimento numerati.
2) i ritiri:
"Te ritireto ti? me ritiro anca mi se te te ritiri ti!" Vista
la grande affluenza di triveneti questo scioglilingua deve essersi sentito
molte volte.
se si pensa che dei 220 partenti del 2005 solo un paio di dozzine si erano
ritirati, secondo rigor di logica su 170 avrebbero dovuto ritirarsene
una dozzina o poco più. tant'é che la macchina organizzativa
era attrezzata per queste cifre. Poi già al primo meeting point
(che per fortuna quest'anno abbiamo anticipato di 5km rispetto alle prime
edizioni) si erano avuto più ritiri che mai.
Il pullman poi doveva andare a BZ per scaricare le borse negli spogliatoi/docce,
ma tardava tantissimo per aspettare gli ultimi concorrenti che con vento
che c'era erano molto lenti e quindi in ritardissimo.
Insomma + di 100 ritirati da gestire. il telefono dei soccorritori e il
mio che era tutto uno squillare di persone che chiedevano assistenza,
aiuto e recupero. Il pullman e il pullmino occupati a recuperare i ritirati
con conseguenti ritardi poi in tutte le normali e programmate operazioni
di rientro al Millennium dei concorrenti aventi prenotato il rientro in
BUS, che altrimenti sarebbero state perfettamente in orario secondo programma.
3) i ritardi dovuti al vento.
L'elicottero della provincia di Trento che aveva avuto alcuni problemi
al decollo è arrivato con 20 minuti di ritardo. Era sempra stato
vanto e distinzione della Roller Extreme, la puntualità del programma.
Partenza sempre in punto! Ma l'elicottero andava aspettato. Inoltre la
manovalanza ha perso mezz'ora per cercare di ergere l'arco gonfiabile
della Multipower, cosa non solo difficile di suo per un vento che tendeva
a portarselo via, ma quasi impossibile per le dimensioni faraoniche di
detto arco, il più grande mai usato in tutte le tappe di "Roller
Adventure". Perdendo mezz'ora in questa comunque importante operazione
poi molte altre cose, comunque da fare da parte dello staff sono poi slittate.
Per non parlare dei tempi di transito. se consideriamo che Emanuele Radice
e Mattia Luconi (i primi) ci hanno messo tre quarti d'ora in più
rispetto allo scorso anno a giungere all'arrivo, proviamo a figurarci
il popolo dei pattinatori fitness che sono l'ossatura di questa manifestazione...
ah...un inciso: qualcuno deve provare
a spiegarmi perché gli atleti FIHP che si allenano tutti i giorni
hanno timore a partecipare a questa marcia unica e spettacolare, quando
paura, non ne hanno affatto i pattinatori fitness con pattini di plastica
e ruote da 76mm che comunque sono in grado di giungere, con tanto cuore
e determinazione all'arrivo; ma non è che a furia di girare come
dei criceti sulla pista i fihppaioli si "rintronano"?...intendiamoci,
io adoro il pattinaggio su pista (ne gestisco una), e ritengo che il massimo
della tecnica si impari in pista; solo non capisco come si fà ad
avere così poco spirito d'avventura (e fegato) essendo degli atleti
veri e preparati. Per poi lamentare la scarsa visibilità del nostro
sport in Italia rispetto agli altri paesi europei, e snobba quella che
senza ombra di dubbio è la corsa più visibile del paese...
Chi è causa del suo mal, pianga se stesso!
4) le forze dell'ordine costrette agli
straordinari.
Quando si parla di senso del dovere. Con tutti questi ritardi accumulati
per colpa di un vento irripetibile, il mio telefono era tempestato di
telefonate di agenti (coinvolte le polizie locali di Rovereto, Nomi, Mattarello,
Trento, Bolzano nonché della splendida PAT la polizia provinciale
trentina), che mi chiedevano conferma della partenza e dove fossero i
concorrenti dal momento che loro erano già lì da un'ora
senza un perché, e dovendo da programma lasciare la postazione
di lì a mezz'ora, per fine dell'orario di servizio. Tutte persone
che avevano i loro impegni personali in un sabato di giugno, a cui spiegare
tutti i contrattempi incontrati e che gli atleti ancora erano lontani
che che minimo avrebbero sforato di un'ora a dirla ottimistica. Questi
agenti avrebbero potuto dire: "io stacco alle ore tot. e quindi me
ne vado a quell'ora", ma niente di tutto questo. Non un agente (pur
se contrariati dall'imprevisto) ha lasciato la sua postazione, sforando
l'orario in barba agli "straordinari" (che non sappiamo se poi
verranno corrisposti o meno), e rimanendo eroicamente (come i concorrenti),
in balia del vento fino all'ultimo passaggio. Lode, onore e riconoscimento
a questi paladini in divisa blu, ed al loro innato senso del dovere.
5) le docce per signora.
Con il sopraluogo del giorno prima notai che mancavano le scritte "sessuali"
sulle porte delle docce dello stadio di Bolzano. Essendo tardi e trattandosi
di poca cosa, pensai che avrei potuto io preparare un cartellino in cartoncino
sul momento per indirizzare i vari sessi nelle giuste direzioni. Poi con
l'incessante squillare del telefono, e di soluzioni da trovare a delle
continue emergenze, la cosa è stata scordata. Ma in fin dei conti
non era una cosa affatto importante e comunque abbastanza scontata. E
invece no! Quando organizzi questi eventi massivi non puoi lasciare nulla
al caso o contando sul comune senso civico (è una maledizione,
non poter tirare il fiato nemmeno su un dettaglio come un cartellino di
cartone con scritto "uomini" e "donne"!). Infatti
i signori uomini erano più numerosi delle signore, e alcuni di
loro per non dover aspettare 10 minuti il proprio turno, o anche, in buona
fede, non vedendo dei cartelli, si sono infilati nelle docce delle donne:
"mal che vada, vedo qualche grazia" avranno pensato... Alcune
ragazze più intraprendenti hanno risolto la cosa con espedienti
vari, altre più timide invece hanno subito questa irruenza mascolina
rinunciando alla doccia. poche per la verità, o forse solo una.
In ogni caso è stato poco edificante, e chi ha fatto la doccia
dalle donne poteva pensarci e arrivarci da solo che di due sale doccia
una era destinata al gentil sesso, e quindi tabù. Un esempio di
quanto sia difficile prevedere tutto.
6) gli imboscati:
Un simpatico gruppo bolognese giunto copioso, si chiama "inBoskate"
gli imboscati appunto. Loro a parte ne abbiamo avuti a bizzeffe di imboscati
per davvero!
La moto di "fine corsa" segue sempre l'ultimo concorrente in
marcia. suo scopo è quello di dare assistenza a chi rimane indietro,
e di segnalare alle scorte statiche la fine corsa (dopo quella moto i
vigili se ne vanno a casa a riposare convinti di aver finito il loro dovere).
Ma se qualcuno và in mezzo alle vigne a raccoglier more, o và
a cercare un bar per la pausa caffé, e non si avvede del passaggio
di detta moto e non avvisa di questi fuori-programma, la moto passa e
si lascia dietro 25 persone, che poi chiamano per cercare assistenza quando
ormai tutti i soccorritori, ambulanza e runner dell'organizzazione sono
a Bolzano convinti che sia finita! Questo comporta poi ritardi da accumulare
ulteriormente ai ritardi già acquisiti, e grosse spese di carburante
e di rimborsi kilometrici per l'organizzazione che sguinzaglia la muta
di soccorritori in cerca di dispersi. E per chi continua su rotelle comporta
proseguire senza supporto medico e senza supporto agli incroci. Insomma
mi fanno venire molti più capelli bianchi di quanti già
non ne abbia di mio. È già il terzo anno, ogni anno questa
regola è uguale e non cambia: NON FATELO PIU' !!
7) il ristoratore malfidente:
siccome il ristoratore con cui avevamo convenzionato il pasto all'arrivo
non vedeva arrivare i commensali ha pensato bene di mandare a casa i camerieri
e chiudere. Era stato avvisato del perché e dei ritardi dovuti
al vento, ma lui duro come un sasso non vedendo gente è andato
a casa a guardare la TV. Si trovano persone proprio di tutte le risme...
Fattostà che gran parte dello staff ha lavorato eroicamente come
un minatore e senza aver mangiato nulla! E i concorrenti arrivati la maggior
parte tutta d'un colpo col bus del recupero ritirati, non hanno potuto
rifocillarsi. Per fortuna nessuno ha accusato il colpo, arrangiandosi
coi panini e col chiosco tirolese fronte stadio. Alla fine ci ha rimesso
lui: "chi è causa del suo mal.. 2 la vendetta".
Da autoapplaudirsi:
Con tutte queste "rogne" accumulate l'organizzazione MBE ha
retto! Sono molto orgoglioso e soddisfatto di come è stata gestita
e organizzata la manifestazione. Di tutte quelle che ho organizzato in
12 anni di onorato servizio tra cui un campionato mondiale di downhill,
2 roller adventure, e tanti "moonskater contest" (memorabile
dello del 1996 con 400 pattinatori da 12 nazioni di 3 continenti). Questa
è stata la meglio organizzata. Quindi un mio sentito personale
plauso alla fantastica Erika Mairhofer instancabile coordinatrice del
numeroso gruppo della Croce Bianca Alto Garda, che si è fatto carico
del servizio sanitario/sicurezza (cui uno o due concorrenti si sono rivolti
in maniera maleducata nella richiesta di supporto, dimenticandosi che
anche se la situazione era difficile a maggior ragione lo era per i soccorritori,
e che almeno si riconosca il lavoro e la dedizione di gente affidabile
e professionale come quella della CBAG, quindi spero che in seguito a
questo articolo, chi sà di doverlo fare, mandi una email di scuse
per il momento di defaiance, da rigirare ai soccorritori).
Anche Tarek Hassen il mio assistente per la parte bolzanina dell'organizzazione
quest'anno ha superato se stesso compiendo azioni efficaci e determinate,
nonché autore delle solite splendide foto in corsa come nessun
altro sà fare.
E poi lo staff operativo come Tamara, Sara, Luca, Andrea, i cronometristi,
il fighissimo Fabio "cameraman ufficiale" capace di immagini
così belle da ricevere i complimenti della RAI da parte del noto
giornalista Lorenzo Lucianer (uno dei commentatori di Torino2006), che
è anche la firma dello splendido servizio Roller Extreme in onda
su RAI-sport-sat, cui và il nostro grazie per come cura con particolare
dedizione i servizi di sport minori come il nostro ma che reclamano spazi
e visibilità.
Di grande appoggio anche gli interventi all'interno del comune di Bolzano
di Mauro De Pascalis, che speriamo possa l'anno prossimo compiere la Extreme
con gli skiroll, cosa cui stavolta ha dovuto rinunciare.
Gli agenti, lo staff artistico come il DJ Marco, Amin, Andrea e i freestyler
Pietro e "Katmandù".
tutti bravissimi!
E come scordare la ditta "Sport-Jam" che
produce la pista Karanam, i cui uomini si sono alzati alle 5 di mattina
per caricare la pesantissima pista sul camion portarla dove serviva e
posarla sia sullo sterrato, sia sull'asfalto ecologico, per poi fare la
stessa operazione al contrario una volta passata la moto di fine corsa?
Con i ciclisti che gli gridavano delle malegrazie incazzati per la momentanea
chiusura della pista causa lavori in corso, oltretutto. Che lavorone!
he, he, he, visto lo sforzo se qualche concorrente l'anno prossimo volesse
recarsi anche lui all'alba sul posto per dare una mano a posare la pista,
non saremmo certo noi a dirgli di no :-)
Fosse stato bel tempo, saremmo stati in 300 "invasori pacifici"
e sarebbe stato tutto perfetto. Peccato davvero, ma ci rifaremo, garantito!

La Cronostoria della 3° Roller Extreme:
Partenza:
in ritardo causa vento di una ventina di minuti, ma pronti via. Il via
lo dà Roberta: miss Trentino del 2005. Qualcuno dice che ci voleva
quella nuova del 2006, ma noi ci siamo affezionati a questa e l'abbiamo
invitata di nuovo. Oltretto Roberta è anche un volto noto della
regione perché lavora in una TV locale, e quindi è la madrina
perfetta.
Bravi tutti! Veramente grande la soddisfazione che mi avete dato tutti,
nel fare il trasferimento dal Millennium all'imbocco ciclabile, con un
ordine ed un senso di disciplina degno della "grand armée"
di Napoleone. A differenza dello scorso anno nessuno che scappava o che
cercava di stare davanti ai vigili e che tentava di imboccare tangenziali.
Tutti dietro a me ed alla "maglia fuxia" (il leader di corsa,
come dire la "maglia rosa" al giro d'Italia).
Un trasferimento perfetto con un ottimo servizio della polizia locale.
Grazie a tutti, sono orgoglioso di voi extremi e di come siate capaci
e pronti a recepire le indicazioni organizzative. Come per'altro anche
l'assoluta assenza di rifiuti lungo il percorso, questo vuol dire che
avete imparato, che essere iscritti ad una corsa, non vuol dire avere
il diritto di lanciare cartacce e bottigliette nei campi, e che la nostra
non è una vera corsa ma più che altro una marcia ecologica.
Villa Lagarina:
Lasciamo Rovereto e entriamo in ciclabile. Lì vi saluto, con mio
grande rammarico io la Extreme non potrò mai farla, solo questo
tratto come "apripista" fino alla ciclabile, che però
già mi entusiasma. E lì noto che dopo soli 8km a passo blando,
gà il distacco fra i primi e gli ultimi è enorme, non solo
ma ben 3 rotellisti non esperti, hanno già avuto modo di assaggiare
l'asfalto per colpa della curva a 90° che immette in ciclabile: "sarà
dura da gestire tutto questo" mi son detto.
Mattarello:
ponte ostico sempre molto trafficato. lì abbiamo messo il primo
"meeting point" e il ristoro, così da dare man forte
agli agenti per il controllo del traffico sul ponte. Il ristoro è
fornito di: Mele Marlene, Loaker, barrette energetiche e bevanda di sali
minerali della Multipower (i nostri partner alimentari ufficiali). alle
persone che non desiderano fermarsi vengono dati gli alimenti al volo
e già scartati (il nostro staff ha alle mani guanti di gomma per
motivi igienici: una pensata della Tamara igenista convinta), la cosa
è ben gradita.
Questo meeting point, causa i ritardi dei concorrenti, terrà impegnato
il bus per 2 ore più del previsto, e raccoglierà già
un sacco di ritirati.
A questo punto c'é già una scrematura eccezionale: il gruppo
dei primi è formato da una dozzina forse meno di persone.
Trento:
A Trento dal Ponte di Ravina (presidiato da un agente), inizia il "pezzo
brutto" ovvero il famigerato "asfalto ecologico" ovvero
ricavato da chissà quali alchimie, e dal risultato di una grana
molto ruvida, che gli skiroll sentono poco ma che per i pattinatori (specie
quelli con scarpa in carbonio) è una tortura.
Si tratta di 2850mt di questo asfalto, che però la ditta "Sport
Jam" di Spormaggiore, produttrice della pista sintetica "Karanam"
ha cercato di alleviare mettendo a tratti delle strisciate di pista liscissima,
per dare momentanei sollievi ai piedi "vibromassaggiati".
Roncafort:
in questo quartiere nord della città, dei lavori di ripristino
degli argini dell'Adige (sfruttati dalla ciclabile come sede dell'asfalto),
hanno costretto ad una deviazione prima in mezzo alle vigne e poi nel
quartiere. Il servizio ripristino ambientale della provincia ha fatto
fare uno "scivolo" in asfalto per poter scendere dall'argine
ed entrare nel campo, ed ha già fatto molto. ovviamente si trattava
di uno scivolo molto ripido che andava assolutamente affrontato con prudenza
e coscienza. Qualcuno lo ha preso con eccessivo impeto con conseguente
caduta roccambolesca, fortunatamente senza nulla di grave anche se meritando
una tiratina di orecchie da parte nostra per l'imprudenza. Altri sono
stati anche eccessivamente prudenti, scendendo seduti a terra a mò
di "scivolo del parco giochi". Alla Roller Extreme se ne vedono
di tutti i colori ed è bella proprio per questo, inoltre meglio
troppo prudenti che troppo poco.
A seguire dopo la discesa un altro bel pò di mtq di pista Karanam,
sulla quale qualcuno è anche inciampato e caduto, dimenticandosi
che si trattava di un tappeto di plastica dell'altezza di 12mm poggiato
a incastro sopra della ghiaia che comunque si muove. Occorreva passare
lo sterrato comunque con delle andature non sostenute. Lo sterrato era
tanto e le 12mila mattonelle messe a disposizione non bastavano a coprirlo
tutto, per cui anche quest'anno l'emozione "off road" non abbiamo
voluto perdercela.
Dopo lo sterrato un sottopasso per passare sotto alla A22 e l'ingresso
nel quartiere. Dove purtroppo qualcuno ha perso la retta via, a causa
di alcuni cartelli girati dal vento. A onor del vero i cartelli piccoli
e quadrati con cerchio blu e bicicletta bianca disegnata dentro a indicazione
della ciclabile erano stati appositamente messi dalla provincia. ed essendo
essi metallici e fissati con bulloni non si sono mossi. Bastava seguire
quelli in caso di dubbio per non perdere la strada. Adesso lo sapete per
la prossima volta.

Nave San Rocco:
secondo meeting point e ristoro. Qui ormai il gruppo di testa è
formato da solo 4 persone e avanti Andrea Stella uno skirollista fra i
più forti in Italia è in fuga solitaria, ma una fuga destinata
per forza a desistere causa vento. Passa anche la prima delle donne la
bellissima e fortissima Claudia Ghirelli qui è ormai staccata e
sola. Avrebbe fatto molto meglio a fermarsi al ristoro ed aspettare il
primo treno di ritardatari, ma stoica e soprattutto alla prima partecipazione
Extrema (quindi senza esperienza in merito), dopo una breve pausa decide
di continuare da sola. per sua fortuna troverà varie forme di aiuto
più avanti, come tra le altre il cavalleresco gesto di Alessandro
Dizillo che ormai staccato dalla testa farà da apripista per la
biondissima Claudia.
Dei 170 partenti ben 50 e oltre si fermeranno qui! Comunque bravissimi
ad aver fatto così tanta strada in queste condizioni, alla faccia
degli "atleti" snob dei campionati FIHP che non hanno nemmeno
avuto il fegato di provarci a farla una volta in 3 anni... atleti... tzé...
Egna:
terzo e ultimo meeting point, dove sono stati raccolti ancora tanti altri
ritirati.
Oramai la testa è formata da soli 3 sopravvissuti: Oscar Battilana
dei Powersliders di Castelnuovo del Garda, in tenuta da "muratore"
in canottiera (dice che aveva caldo...mah...), Mattia Luconi di Parma
ed Emanuele Radice dell'ASA Coop Lombardia di Cinisello Balsamo (MI).
Dizillo e Stella sono ormai dietro, anzi incalzano tre skirollisti del
CUS Bologna capitanati dal mitico CT della nazionale Pierluigi Papa (ah...che
bello sarebbe se anche nel pattinaggio il CT azzurro partecipasse alle
corse, fosse così "matto" e andasse così forte...),
che poi all'indomani per inciso vincerà
anche il campionato nazionale di skiroll a staffetta
(alla faccia di quegli allenatori di pattinaggio che dicono che partecipare
alla Roller Extreme sia deleterio per la preparazione atletica... avete
capito signori atleti per finta?!? il "Lippi" della nazionale
di skiroll vi ha partecipato il giorno prima di un campionato italiano
senior che poi ha vinto!!! Che tempra! Che uomo! Che mito!).
Subito a seguire con una organizzazione "svizzera" il treno
della "Top Inline Bassano" che non molla il colpo, il distacco
c'é ma non perdono un centimetro dai primi.
Passate le ore 16,30 tutti si devono fermare a questo meeting point. i
perché sono molteplici:
1) se non si è a quell'ora in quel posto vuol dire che non si riuscirà
a terminare entro il tempo limite di 8 ore accettato dai concorrenti nell'atto
dell'iscrizione.
2) superare le 8 ore vuol dire impegnare il bus in quella postazione oltre
i tempi programmati e questo comporta slittamenti di orario nelle partenze
per il rientro, poi è ovvio che i "ritardatari" devono
attendere due ore a BZ (il tempo di andata e ritorno di un Bus), perché
prima è giusto che rientrino quelli che erano già da tempo
giunti all'arrivo. Bisogna pur saper capire i contesti in cui ci si trova!
Qualcuno non voleva fermarsi a quello stop pur essendo fuori tempo limite.
Io lo capisco, capisco che è frustrante e che si vuole finire a
tutti i costi, io anche sarei così, però innanzitutto la
buona educazione verso le giovani e graziose fanciulle addette al meeting
point, che con tutto l'amore, lavoro e dedizione profuso verso i concorrenti
non si meritano risposte brusche e irriverenti, solo per aver messo in
atto delle disposizioni ricevute dall'alto.
Poi se si accetta un regolamento bisogna rispettarlo, e soprattutto rispettare
le persone che sono già a Bolzano e che magari stanno aspettando
da tempo il bus per rientrare a casa.
Spero di ricevere mail di scuse da questo paio di concorrenti sgarbati
(per i quali immagino uno stress dovuto all'immane fatica e nulla più),
e che come avete così ben imparato e capito a non imbrattare il
parco coi rifiuti e le bottiglie e a fare il trasferimento urbano con
disciplina, imparerete anche che lo staff è li a vostra disposizione
e si spaccherebbe in due per voi per darvi un servizio e un divertimento,
e non si merita altro che applausi e abbracci e non certo parole maleducate
che poi turbano profondamente specie le giovani fanciulle.
Ma sò che un passo alla volta tutti sapranno essere dei concorrenti
modello.
Perché se si parla di critiche, spesso ci
si riferiscono ad alcune scelte organizzative, ma mai si parla di critiche
ai concorrenti. Eppure fanno parte dell'evento e ne determinano gli episodi,
tanto quanto chi stà nella stanza dei bottoni. Se esistono buoni
organizzatori e cattivi organizzatori, esistono anche buoni concorrenti
e cattivi concorrenti. Ogniuno deve fare la sua parte in esame di coscienza,
specie in situazioni così estreme.
Vadena:
a questo ponte, Oscar Battilana per la fatica si produce in un interloquire
con l'Arcangelo Gabriele e preso da crisi mistica abbandona la testa del
gruppo per sdraiarsi a ganmbe in sù su una panchina per un po'.
Arriverà quindi con il terzo tempo in solitaria.
Restano Luconi e Radice. L'arrivo è molto vicino.
Bolzano:
retro dello stadio Druso, una ciclabile meravigliosa che costeggia il
fiume Isarco in un trionfo di verde e natura.
Peccato che l'arrivo non è delimitato dall'arco gonfiabile della
Multipower (vista l'esperienza dell'andata, sull'arrivo abbiamo desistito).
Luconi e Radice (questi due stanno alla Roller Extreme come Indurain e
Armstrong al tour de France) si vedono arrivare in lontananza. Già
nel 2004 arrivarono insieme primi aexequo mano nella mano. Ma questa volta
siamo nel 2006 e sono passati due anni da allora, i due sono ancora amici
ma, qualcosa scatta o meglio qualcuno scatta. ne scaturisce una volata
memorabile, bellissima! Sembra incredibile che abbiano anche la forza
di fare questo, dopo 100km tutti controvento e quasi tutti da soli. Luconi
ha un piccolo inciampamento ma resta in piedi ed anzi progredisce la spinta.
Ma nonostante tutti gli sforzi immani di entrambi anche questa volta arrivano
insieme!
La Extreme non è una gara agonistica come più volte detto,
infatti a terra nemmeno è segnata la linea d'arrivo, quindi è
difficile davvero dire chi dei due l'abbia spuntata al fotofinish (che
non c'é). Dalla "moviola" del servizio RAI, sembrerebbe
che "Manu Radix" sia avanti di un pelo di gatto, ma i piedi
non si vedono bene e comunque per quanto ci riguarda ci piace abbondare:
due campioni, due persone che resteranno negli annali di questa manifestazione
per anni e anni a venire, due Re di un solo regno che governano insieme
all'unisono, due vincitori, due amici, due maglie fuxia.
Team Contest:
L'Extreme non è agonistica si è detto e ridetto. Ma a livello
di club/gruppo/team quest'anno abbiamo creato il team contest che è
una vera e propria gara fra club. l'idea nasce dal fatto che siamo andati
dalla presidenza della provincia di Bolzano per chiedere un piccolo contributo
economico. Ci è stato gentilmente spiegato che i fondi alle manifestazioni
erano già esauriti (la prossima volta ci dobbiamo fare più
furbi e fare domanda prima), ma comunque per farci contenti il presidente
ci ha omaggiato di una bella e grande coppa.
Cosa farne? ecco cosa ne abbiamo fatto, l'abbiamo messa in palio per il
gruppo che avrebbe portato all'arrivo il più alto numero di concorrenti.
ed ecco l'entusiasmante cronologia di questo "contest" che è
stato così eccitante da far sì che sicuramente lo riproporremo
alla prossima volta.
Radice e Ghirelli dell'ASA Coop, rispettivamente primi negli uomini e
nelle donne, portano un due a uno nei confronti di Parma Skating, capitanata
da Luconi (che normalmente per le gare FIHP è tesserato con Imola,
ma per queste cose "sciolte" è leader di un gruppo trasversale
da lui spinto nella sua città). Ma poi arriva, mano nella mano,
un trio del CUS Bologna, e quindi ne segue un sorpasso del team capitanato
dal CT Papa, che và in testa con 3 punti.
Ma dopo solo 4 minuti arriva l'agguerrito team gestito da Mauro Salami
ed un incontenibile Alessandro Pasquatti, che anch'essi gioiosi e mano
nella mano tagliano il traguardo in 4 membri! è di nuovo sorpasso!
Ma l'atleta che segue è Graziano Rocchi, uno skiroller del CUS:
pareggio e testa a testa fra Bassano del Grappa e Bologna!
Stefano Saccani del Parma skating raggiunge a quota due il punteggio dell'ASA
Coop.
Poi segue la bolzanina Andrea Stauder seconda delle donne (che però
partecipa da sola come indipendente), e poi Pappalardo e Schianchi di
Parmaskating, per portare ben 3 gruppi in testa aexequo a quota 4! Ero
già pronto a segare in 3 la coppa, quando dopo solo mezzo minuto
arriva Luciano Aguzzoli del CUS-BO. Skirollers soli al comando!
poi negli arrivi a seguire Audax Capovalle (BS), G80 sport Asti, e "Passodopopasso
Milano" si portano al pari di ASA Coop con 2 punti.
G80 di Asti con Barbero si porta a 3 punti alle spalle di Bassano e Parma.
Quand'ecco che Alberto Viola porta a 5 e quindi pareggio col CUS il punteggio
del Bassano.
Ma un'altro Bassano incalza: è lo "skate team" di Bobo
Sasso che quest'anno stranamente non c'é, che infila ben 5 punti
di fila raggiungendo la testa con il CUS, e con il Top-inline è
"derby" come fra Inter e Milan (e noi ancora pronti con la sega
a tagliare la coppa in tre).
Ma Top In-line ha ancora frecce al suo arco, si è presentato con
17 partecipanti e nessuna intenzione di lasciarsi scappare il titolo di
Team campione extreme proprio
nell'anniversario 10° anno di fondazione del sodalizio. Infatti dopo
6 minuti dal raggiungimento in testa dei "cugini" dello "Skate
Team Bassano" (i quali rimpiangeranno di non aver presentato alla
partenza il suo capitano Bobo e suo figlio Matteo con i quali probabilmente
avrebbero fatto 7 punti e quindi vinto), è arrivata Lucia Candiotto
portando a 6 i punti per la Top-inline ed alla definitiva vittoria di
questa sfilza di sorpassi al cardiopalma.
Da segnalare il GRU (Gruppo Roller Udine), che negli ultimi 4 arrivi piazza
ben 3 dei suoi scalando di botto la classifica. Tra l'altro un GRU è
proprio l'ultimo arrivato entro il tempo limite; il simpatico Marco Cozzarolo
che con 07:57:01 vince la maglia premio, dell'ultimo arrivato in tempo,
come da tradizione Roller Extreme, un titolo molto ambito e per il quale
molta gente "aspira" non potendo pensare di competere con gli
"imperatori" Luconi e Radice"

Classifica team contest:
Top inline Skating Bassano:
punti 6 (Salami, Pasquatti, Cortese, Simonetto, Viola, Candiotto)
CUS Bologna:
punti 5 (Papa, Miselli, Biazzi, Rocchi, Aguzzoli)
Skate Team Bassano:
punti 5 (Albertini, Baccin, Orso, Petrolli, Bao)
Parma Skating:
punti 4
G80 sport Asti:
punti 3
GRU: punti
3
Asa Coop Lombardia-Cinisello:
punti 2
Passodopopasso:
punti 2
A ruota libera (MI):
punti 2
Sakting Club Comina
(PN): punti 2
RollerVI:
punti 2 - Rollermania VR:
punti 2
(per entrare in classifica bisogna fare almeno 2 punti)
La leggenda continua stiamo già preparando l'edizione 2007,
con forse questa volta il percorso contrario da Bolzano a Rovereto, scriveteci
le vostre idee e impressioni su questa eventualità se opportuna
o meno.

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